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Recensione di Suikoden III

pubblicato in Oltre FF in data da Marylain
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Il titolo di cui sto per parlarvi è il seguito discusso di uno dei caposaldi di Konami in fatto di RPG, se non l'unico: trattasi di Suikoden. I primi due capitoli avevevano lasciato in eredità una grafica 2d, un sistema di combattimento a sei personaggi, la possibilità di creare, gestire e vedere crescere un castello con i relativi 108 personaggi al suo interno, delle musiche folkloristiche e dei temi militari-politici che sovraneggiavano su quelli di tipo etico-morale-religiosi tipici della stragrande maggioranza dei giochi di ruolo. Vediamo cosa è rimasto di tutto questo partendo da una breve, ma indispensabile descrizione della storia. Suikoden 3 approfondisce un tema che si era fatto veramente interessante già dai tempi del due e portato ulteriormente all'attenzione dei giocatori nei gaiden della storia ufficiale (Suikogaiden vol1 e 2) ovvero, le origini e la natura delle vere rune del destino. Dal libro delle origini: "Dapprima vi era il caos, solo due grandi rune pure esistevano: la runa dello scudo e
la runa della spada. La prima rappresentava la luce ed i cieli, l'altra l'oscurità e la terra. Di natura prettamente contrastante, le rune finirono per scontrarsi fra di loro: la spada si spezzò a contatto dello scudo, ma anche lo scudo si frantumò per parare la spada. Da questo durissimo impatto si generarono 27 frammenti che produssero 27 relative vere rune collegate ad elementi o a forze sconosciute." Le vere rune non solo hanno dato grandiosi poteri ai loro possessori, ma li hanno anche dotati di una caratteristica veramente interessante: l'eterna giovinezza. Per questa o per l'altra ragione se prima tale conoscienza non era a pannaggio di tutti in questo capitolo, le potenzialtà di questi magici simboli sono ora piuttosto chiare a tutti. Ma tale non è l'unica motivazione che spinge i vari personaggi a muoversi nelle ampie pianure del continente di Grassland; c'è una figura che si muove nell'ombra di un glorioso passato fatto di una vittoria schiacciante sulle invincibili armate dell'Impero di Harmonia.
Una vittoria riportata da un giovane chiamato l'eroe della fiamma (o Flame Champion) il quale possedeva la vera runa del fuoco. Per rendere le cose maggiormente chiare occorre fare una mappa mentale del territorio in questione: Grassland è composto da un'ampissima vallata che sovrasta tutto il continente sud del mondo di Suikoden, all'interno di Grasslands coesistono 6 clans di varia natura e politica che sono in qualche modo influenzati dalla predominanza militare di Zexen, un territorio ad ovest che ha accordi nascosti con Harmonia e pare essere maggiormente sviluppato in quanto ad armamentario, costruzioni e fisionomia urbana. Lo scopo dell'esistenza di Zexen è, però, per l'Impero di Harmonia, di fungere come stato fantoccio a coprire le avanzate territoriali da parte dei 6 clans in attesa della scadenza di un trattato di pace firmato proprio fra Harmonia ed il rappresentante di Grassland stesso, Flame Champion, come forma di ultimatum ad Harmonia. Tale contratto aveva validità 50 anni ed il tempo sta inesorabilmente terminando, mentre il sacro regno di Harmonia inizia nuovamente a muovere i primi passi per il suo piano di conquista. Mentre le acque si smuovono tre figure iniziano il loro personale viaggio fisico e psichico: la cavaliera Chris Lightfellow considerata alla capitale di Zexen, Vinay del Zexay, la paladina di tutti, Hugo, il giovanissimo figlio di Lucia del clan di Karaya ed infine il misterioso ed enigmatico capo della dodicesima unità di confine del regno di Harmonia, Geddoe. Tre persone, dunque, che paiono non avere niente a che fare fra di loro, ma i cui destini saranno accomunati in qualche modo, da un comune nemico che fila il tessuto dell'umanità.
   
La giocabilità rimane negli standard positivi a cui ci ha abituati Konami anche se si possono notare alcune particolarità salienti come, ad esempio, la pressocchè totale assenza di boss. Gli unici boss esistenti possono essere combattuti o meno (Treasure Monsters) a libera scelta del giocatore che, però, avrà vantaggi abbastanza profiqui nel batterli perchè sconfiggere un Treasure Box equivale alla possibilità di aprire la cassa del tesoro a cui la creatura stava di guardia e scoprirne il continuto (a volte interessante, altre volte, assolutamente inutile). Sabotando tutto il bottino è possibile, inoltre, tornare nel medesimo punto e battere nuovamente il boss per fare una sorta di "refresh" all'interno della cassa, sperando di trovare altri oggetti interessanti (anche se quelli rari si possono scovare unicamente alla prima apertura). L'altra fetta di boss è rappresentata dagli estenuanti scontri con i 4 distruttori (che in verità sono 3 perchè il quarto, Albert, non combatte mai in quanto "semplice" stratega del gruppo). Tali scontri sono sovente praticamente impossibili da terminare a buon fine e quindi il giocatore è quasi sempre costretto a farsi abbattere per poter proseguire facilmente il gioco. Ovviamente tali battaglie possono essere vinte con estremi e durissimi allenamenti, aumento di esperienza (specie quella legata alla magia), e molta fortuna, ma non si può certo dire che la ricompensa a tali sforzi sia sufficientemente ricompensata. Generalmente i punti esperienza donati sono scarsi, così come gli skill points, di cui vi parlerò dopo, ed il denaro. Per il resto, Suikoden 3 presenta queste tre modalità di battaglia:
-Combattimenti casuali: i tipici combattimenti a random che sono stati modificati abbastanza radicalmente nella loro dinamica in quest'ultimo capitolo della saga. Se prima era possibile amministrare personaggio per personaggio, le azioni del party, adesso il giocatore sarà costretto ad operare delle scelte "in coppia". Il party, di fatti, è diviso in 3 coppie che possono generare un'unica azione governata dalla scelta del videogiocatore; l'altro membro attaccherà normalmente tramite AI. In questo capitolo sono state inserite anche magie in grado di generare un enorme potere ma che finiscono inevitabilmente per colpire anche gli alleati nella zona. Capite bene che saranno rarissime le occasioni in cui si riuscirà ad usare questi incantesimi senza ferire alcuno. Abbastanza positivo è, invece, l'inserimento degli skill points che rende un personaggio più esperto nell'uso di talune arti mistiche o di combattimento indipendentemente dai punti esperienza accomulati. Scomparsa la suddivisione in classi medie,
lunghe e corte delle armi. In Suikoden 3 vale solo la velocità con la quale si attacca e la rapidità fisica che permette di correre da un lato all'altro dello schermo senza sprecare turni.
-Combattimenti uno contro uno: battaglie eseguite come sorta di duello nella quale vige una regola simile a quella del: "sasso, carta, forbici". In questo capitolo è, però, possibile veicolare le sorti positive della battaglia verso il personaggio che stiamo impersonificando semplicemente mettendo a segno buoni colpi. Se, ad esempio, si cerca di controbattere un Deathblow in posizione di difesa e la barra favorevole è verso l'avversario, si riuscirà a schivare l'impatto, ma non a lanciare una dovuta controffensiva. Questo tipo di battaglia viene richiesta solo in particolari occasioni e, a differenza dei due capitoli precedenti, mai per arruolare una delle 108 stelle, ma unicamente per battere avversari.
-Combattimenti campali: Konami ha nuovamente modificato radicalmente questo tipo di confronto che nel secondo capitolo era grande momento tattico. In tal caso il fattore tattico è completamente decaduto: il 90% delle battaglie campali hanno come scopo quello di resistere _x_ turni per poter permettere di fare arrivare rinforzi, dopodichè il conflitto si chiude dando per scontata la vittoria o la perdita della fazione alleata. Gestire le truppe è quasi inutile proprio in relazione al fatto che se una guerra deve essere vinta, qualunque sistemazione ed arrangiamento è buono. Ciascuna truppa può inoltre muoversi unicamente su una specie di tracciato predisposto ed una volta che una armata attacca l'altra inizia un vero e proprio combattimento simile alla battaglie casuali. In tal caso, però, non è possibile gestire alcun alleato, ma solamente dare 3 direttive: "Attacca", "Difendi", "Scappa". Premettendo che le ultime due opzioni sono spesso praticamente inutili, la prima consente che AI gestisca l'intero combattimento attraverso una gestione abbastanza opinabile del confronto. Se, infatti, ci si aspetta che i personaggi si focalizzino sul leader della truppa dato che alla sconfitta di quest'ultimo la vittoria va direttamente al videogiocatore, AI preferisce spesso disperdere le energie e attaccare chi capita senza che l'utente possa suggerire questa o altre tattiche.

Anche se, forse, date le potenzialità della Ps2, erano attese parte recitate, il ciclopico numero dei personaggi che contraddistingue questo titolo, non ha permesso voci di nessun genere, e questa volta, nemmeno delle canzoni da intermezzo durante il gioco se si esclude, ovviamente, quella relativa all'Opening la cui qualità la rende apprezzabile anche all'orecchio più esigente.
   
Per quanto concerne i mini-giochi, questi sono presenti, come al solito in maniera abbastanza massiccia, con due giochi di carte ed una gara di corsa a cavallo (nel caso di Geddoe e Chris) o sulla schiena del fido Fuber (nel caso di Hugo). I records vengono registrati e spesso ricompensati con oggetti non introvabili, ma non meno utili. Non sono numerose le sub-quests, ma quelle poche esistenti sono abbastanza gradevoli, specie l'avventura di tre bambini di nome Alanis, Elliot e Melville che hanno come sogno più grande imitare le gesta dei prodi Chris, Percival e Borus creando il gruppetto immaginario dei "Saint Loa Knights" e cacciandosi in una brutta avventura. Totalmente assenti i dungenons opzionali.

I personaggi sono, come oramai noto, 108 non contemplando le figure non legate alle stelle del destino che, però, in Suikoden 3, non sono ugualmente numerose come lo erano nei precedenti capitoli. E' da sottolineare, però, la bontà di talune figure, anche secondarie, specie nella loro caratterizzazione psicologica a tratti molto realistica. Si nota quindi, un certo dislivello di personalità abbastanza grandi e figure che non avranno voce in capitolo se non nel momento stesso del loro arruolamento. Una critica è stata fatta, poi, nei confronti della gestione del castello, portata avanti per metà dall'eroe e dall'altra dal proprietario dello stesso che in questo caso, non corrisponde con il protagonista del gioco. Ma passiamo a vedere quali sono i personaggi che vi troverete ad incontrare (e impresonificare) più spesso nel corso delle vicende:
Chris Lightfellow- Capitano dei cavalieri di Zexen, abitante della capitale Vinay del Zexay ed acclamata da tutta la popolazione per le sue gloriose gesta in battaglia che l'hanno resa famosa, ma anche molto temuta. Chris appare la nemica numero uno del gioco, ma giocando nelle sue vesti la si puà scoprire come donna, prima che come spadaccina. Il suo carattere è forte, non si fa mai trasportare dall'ira della battaglia, è razionale, calma, a volte fredda, altre volte abbastanza sarcastica. Un femminile emancipato, ma non mascolino, anzi, molto sensuale (anche con l'armatura, Chris non perde il suo fascino). Al suo fianco si battono Salome, Leo, Percival, Borus e altre figure fedelissime e sempre vigili alla sua salute. Un vero esempio di "romanzo cavalleresco" con tutto un codice da rispettare e da seguire.
Hugo- Figlio di Lucia, capo del clan di Karaya e proveniente da Grassland. Il giovane non è che un cacciatore ed un "cavaliere" nel senso che è in grado di cavalcare benissimo e di correre come il vento nelle vaste praterie. Il suo migliore amico altri non è che una papera di nome Sgt.Joe che, a differenza dell'impulsivo ed a volte immaturo givane, si dimostra essere non solo un compagno, ma anche un educatore ed un protettore nei momenti critici. Hugo è completamente all'oscuro delle usanze civili legate al territorio di Zexen finendo, spesso, per cacciarsi in bruttissime o imbarazzanti situazioni. In ogni caso Hugo è anche un ragazzo solare, libero da qualsiasi schema prefissato dalla società e crede solo nella forza e nella lealtà delle persone.
Geddoe- Probabilmente uno dei personaggi più carismatici dell'intera produzione Konami. Sebbene non di gradevolissimo aspetto fisico: capelli disordinati e lunghi, un solo occhio sano, vestito completamente in nero e con una fisionomia facciale abbastanza particolare, Geddoe è una figura misteriosissima, silenziosa e che parla solo nei momenti realmente necessari. Con lui si muovono tutti i membri della 12esima unità di frontiera del regno di Harmonia (basilarmente si tratta di guerrieri mercenari scelti dall'Impero). Il party è veramente ben caratterizzato; per niente idealizzato, ciascuno ha le proprie pecche, ma anche i propri lati positivi e le proprie caratteristiche: Queen, ad esempio, fa sempre la scontrosa, ma sa essere ragionevole quando serve ed un'ottima spalla al nostro protagonista, Jaques scompare nel nulla mentre il gruppo esplora per la prima volta un villaggio o una città, ma, al tempo stesso, si scopre che è un ragazzo timido e gentile sebbene la sua aria da duro. In quanto a
Geddoe stesso, è sicuramente carismatico quanto basta per poter essere apprezzato nel suo dolore personale che nessuno, ripeto, nessuno conosce, per il suo non facile passato, e per le sue battute ad effetto degne da copione da film.
Thomas- Giovanissimo proprietario del castello del lago: Budehuc. Figlio illegittimo nato da una relazione fra una donna proveniente dagli Outlands ed un cittadino, membro del consiglio di Vinay del Zexay. Al nostro giovane l'arduo compito di portare avanti la gestione di un castello totalmente in rovina ed in malora. Sebbene si presenti negli abiti come un signorotto viziato, Thomas sa essere un diplomatico, conosce le buone maniere come non mai, è delicato nelle espressioni, ma forte e deciso quando si tratta di combattere. Riuscirà nel suo intento e si farà adorare da tutti i membri del desolato palazzo, specialmente dalla piccola bionda e Cecile che diverrà sua guardia personalissima.
Masked Bishop- Non svelo il nome vero per non rovinare la sorpresa a qualcuno, ma vi basti sapere che egli è il capo dei 4 distruttori composto da: Sarah, una silenziosa ed un pò altezzosa maga, Yuber, un giovane che si è mostrato anche nella passata produzione Konami e Albert, nipote di quel Leon presente nei Suikoden 1 e 2. Il gruppo di questo enigmatico personaggio si muove nell'ombra ed è l'unico motivo di battaglia cruenta durante il corso del gioco. Il mascherato pare avere delle forti relazioni con Harmonia ed in particolar modo, con Sasarai (una delle figure chiave di questo imponente impero) ed utilizza la vera runa del vento durante gli scontri. Per il resto, non si conosce niente di lui e nessuna delle sue intenzioni reali ci verrà svelata se non verso la fine delle vicende.

Doveroso è aprire una parentesi su il "Trinity System", caratteristica saliente di questa produzione. A differenza di tutti i giochi di ruolo esistenti, in Suikoden 3 il giocatore dovrà vivere le vicende sotto punti di vista prettamente differenti, ovvero, entrando nei panni dei tre personaggi principali e degli altri tre opzionali. In tal modo la visione globale della storia non viene relativizzata, ma mostrata a 360°. Una novità, dunque, introdotta, a mio personalissimo avviso in maniera assolutamente consapevole in quanto è stata gestita magistralmente e coerentemente (un esempio: se con Chris scegli una battuta piuttosto che un'altra, la scelta della tua battuta potrà essere eventualmente visibile anche nelle quests di Hugo e Geddoe). Sono presenti 3 capitoli per ciascun personaggio più 2 collettivi e 4 opzionali suddivisi in tre personaggi nascosti da sbloccare durante il corso delle vicende. E' possibile caricare il salvataggio di Suikoden 2 (dopo la battaglia finale, le 108 stelle del destino non
sono necessarie), ma i vantaggi che ne derivano non sono così grandi quanto in Suikoden 2. Scordatevi, quindi, di poter reclutare Joey o l'eroe, ma potrete assistere a delle rappresentazioni tetrali concernenti gli avvenimenti di 15 anni prima, ai tempi del glorioso regno di Highland. Inutile dire che la longevità del gioco è molto grande se si vuole porlo e termine con tutti gli oggetti, ricette, manoscritti, medaglie, stelle, e quant'altro...
   
La colonna sonora perde, sfortunatamente, quel timbro folkloristico tipico delle passate produzioni. Le traccie non sono molte come non sono molte le locazioni da poter visitare limitate unicamente da una cartina prefissata. Brani musicali degni di nota sono "Exceeding Love", "Blade" e non molti altri. Un vero peccato per i cultori delle trame medioevaleggianti e cavalleresche.
La grafica, contrariamente ad il sistema discutibile di battaglia e alle musiche, fa un notevole passo in avanti con una grafica 3D, ma in stile "anime". Anche se protestata e controbattuta, non trovo che sia questa la "scelta" che ha tanto modificato il mondo di Suikoden. In ogni caso sono presenti alcuni, ma fortunatamente rarissimi rallentamenti dovuti alla troppa presenza di sprites (un esempio è la zona mercato di Vinay del Zexay). Ci sono locazioni ottimamente caratterizzate sia come gestione di luci che come grafica in generale: esempio, lo Zexen forest oppure le Yaza plains. Le animazioni sono ben gestite, specialmente quelle dei cavalli e delle bestie in generale. Infine, le inquadrature vengono ripartite secondo una scelta, se così la si può chiamare, di regia del gioco. Non è dunque possibile roteare lo schermo di 360° e nemmeno di tenerlo fermo in una distinta posizione; questa cambierà ogni qual volta il personaggio si troverà in punti diversi di un dato luogo. Tutto ciò a volte può creare
disordine e stordimento, ma con l'abitudine non ci si farà più caso.

Per quanto riguarda le mie considerazioni personali, stavolta si trovano in un bivio enorme. Personalmente ho adorato questo titolo, lo pongo tranquillamente sopra ogni Final Fantasy che non sia il 6 o il 7, ma senza fara ingiusti paragoni, mi rendo conto di alcune scelte operate da Konami siano abbastanza opinabili. Non sono, in ogni caso, dell'idea che tale titolo rompa eccessivamente con la tradizione solo per via del poligonale; al contrario, credo che Suikoden 3 sia la dimostrazione vivente che 3D e purismo possono andare di pari passo a condizione, però, che si chiuda un occhio anche su novità non così bene gestite e focalizzarsi su aspetti positivi come l'egregio "Trinity System" che io stessa avevo ampiamente sottovalutato, ma che è ragione di ampliamento di profondità del plot della trama stessa. Certo è che Suikoden 3 cambia le carte in tavola di questa saga, ma sa cambiarle in molto meglio in taluni casi ed è su quei casi che il giocatore deve concentrarsi per quanto è possibile.
Concludo ricordando la politica (a mio avviso sbagliatissima) di Konami: Suikoden 3 non sarà, molto probabilmente, disponile versione PAL, è Out of Print in America, vale a dire che lo stampo del gioco è stato bloccato per sempre ed non è reperibile una guida ufficiale perchè mai pubblicata o solamente concepita. Se volete avventurarvi su un interessante terreno di gioco fate pure, ma sappiate che pochi saranno gli aiuti a vostra disposizione.

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