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Recensione di Final Fantasy VII: Advent Children di Great Sephiroth

Mesi e mesi, annunci, smentite e controsmentite… fino al giorno in cui Final Fantasy 7: Advent Children è giunto tra noi. Il 14 Settembre 2005 giunge nei negozi Giapponesi, e passano pochi giorni prima che un coraggioso team italiano appronti gli insperati sottotitoli.

Il film, ambientato due anni dopo la sconfitta di Sephiroth, narra di come la vita è continuata sul pianeta dopo l’arrivo della cometa e l’intervento della Lifestream. Lo scenario è apocalittico, la Shin-Ra è decaduta, Midgar ed il resto del mondo sono nel caos, la popolazione vive nell’anarchia e la crisi energetica completa lo scenario. A peggiorare a situazione c’è l’eredità lasciata da Sephiroth e Jenova: il Geostigma. Il gene di Sephiroth, le cellule di Jenova, un flusso che attraversa i corpi, devastandoli… Cloud, e centinaia di bambini nel mondo ne sono afflitti. In questo scenario di malcontento è di crisi trova ambientazione l’ennesima avventura di Cloud e soci. Un nuovo nemico, antichi rancori, il solito grande rimpianto. Sono questi i tre elementi alla base di Advent Children: l’arrivo di Kadaj, Loz e Yazoo, la costante presenza di Sephiroth nella mente, negli incubi e nei ricordi di Cloud ed il rimpianto di non aver potuto evitare la scomparsa di Aeris (e Zack).

Evitando di approfondire ulteriormente la trama passiamo ad analizzare gli aspetti più “tecnici” del film. La prima scena, particolarmente evocativa, vede RedXIII, il buon vecchio Nanaki, correre al fianco dei propri figli, arrampicarsi lungo una parete di roccia per poi offrirci una visuale, probabilmente di Gongaga vista dall’alto, mozzafiato. Il tutto accompagnato dalle musiche originali di Final Fantasy 7 re-interpretate da un’orchestra come sempre sotto il diretto controllo del geniale Nobuo Uematsu. Se c’è una cosa che in questo film è gestita a meraviglia, è proprio la regia. Le inquadrature, sempre ottimali, rendono questo film una perla di tecnica. La qualità della ComputerGrafica riesce a surclassare persino quella di Spirit Within, e la gestione delle inquadrature supera di anni luce quella vista nella precedente opera cinematografica Square. Assistiamo, sin dall’inizio, ad alcune delle scene di combattimento migliori mai viste in un film, una serie di particolari spaventosa, una gestione delle collisioni perfetta, da far impallidire il migliore motore fisico, effetti di luce incredibili e animazioni dei modelli paurosamente realistiche, create tramite l’utilizzo di Motion Capture. La colonna sonora poi, come anticipato, è costituita da tutti quei brani resi famosi dal videogioco, re-interpretati per l’occasione (da sentire: One Winged Angel), al fine di rendere da urlo ogni momento del film per gli amanti (o dovrei dire seguaci) del videogioco. Un film che fa dell’unione di Musica e Immagini il proprio capolavoro, una regia incredibile, momenti di pathos, location mozzafiato (guardate la scena in cui Cloud si dirige alla Forgotten Capital in moto, oppure quella del combattimento poco successiva), numerosissimi primi piani e piani americani a far notare il dettaglio del vestito o dell’espressione facciale, una serie di flashbacks con apparizioni di Zack e Aeris, la presenza in alcuni momenti della voce fuoricampo di quest’ultima… Insomma, un climax ascendente di citazioni, apparizioni d emozioni che possono portare l’appassionato di FF7 al Nirvana, alla pace dei sensi. Raccontato in questo modo il voto più naturale da dare ad un film del genere sarebbe dieci e lode. E invece… e invece no. Signori e signori, anche AC ha le sue pecche, e non sono poi così trascurabili. Iniziamo dalla caratterizzazione dei personaggi. Ottima per Cloud, Tifa, Marlene, etc… ma Sephiroth? Sephiroth??? Che fine ha fatto la sua psicologia contorta, che fine ha fatto la sua follia? Chi è il tipo dai lunghi capelli d’argento che vaneggia di devastazione come il più banale dei cattivi? Che fine ha fatto quello sguardo che lo ha reso celebre quanto e più della sua Masamune? Bella la frase “Non sarò mai un ricordo”, ma per il resto il Sephiroth di AC dice solo cose che non mi stupirei di sentire da un qualsiasi “Dottor Male”.

Altro punto che può lasciare un barlume di delusione: la trama. Si svolge tutto molto in fretta, colpi di scena interessanti, ma alla fine rimangono dei quesiti importanti e irrisolti: chi sono Kadaj, Yazoo e Loz? Spiriti? Parti dello spirito di Sephiroth? E soprattutto, da dove spuntano fuori? Chi li ha cresciuti, chi ce li ha tenuti nascosti fin’ora, come conoscono Sephiroth e Jenova, chi c’è dietro alle loro azioni? Questi tre sembrano saltare un po’ troppo fuori dal nulla, indebolendo fortemente una trama che poteva essere strutturata meglio. Un ultimo appunto va su una scena di combattimento in particolare, quella sulle moto verso la fine del film, poco prima dello scontro con Kadaj, che a mio modo di vedere, è decisamente eccessiva, molto più delle altre, che pur rimanendo surreali, sono dannatamente spettacolari ed in tema.

Andiamo infine a dare un voto a questo film. Ma che dico? Un voto? Diamogliene parecchi di voti!

ComputerGrafica: 9

Colonna Sonora: 9 ½

Caratterizzazione Personaggi: 8

Regia: 10

Trama: 7


Voto: 8 (Per chi conosce FF7)
Voto: 9 (Per chi conosce e ama alla follia FF7)
Voto: 7 (Per chi non ha mai giocato a FF7)

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