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Recensione di Final Fantasy IX

Finalmente è giunta l’ora di mettere le mani su uno degli RPG più attesi in Europa, il nono capitolo della serie di Final Fantasy, un “must” per tutti gli appassionati del genere. Questa volta niente ambientazioni futuristiche, niente alieni o militari o armi super-nucleari, ma semplicemente un’atmosfera fantasy che rievoca quelle dei primi episodi della serie. Il vostro alter-ego sarà un certo Gidan, nella versione giapponese Zidane, strano personaggio con la coda (che sia parente di Son Goku?), il quale sarà impegnato con la sua ciurma nel rapimento della bella principessa Garnet. La prima mezz’ora di gioco sarà impiantata soprattutto su dialoghi e filmati tra l’altro stupendi che vi faranno capire in che situazione vi trovate e cosa dovete fare per tirarvene fuori, tutto questo molto ambiguo dato che passerete da un’avventura ad un’altra senza rendervene conto. E solo in Final Fantasy potrete trovare tutto questo, amore, odio, avventura, magia e tanti altri ingredienti per un banchetto da re che aspetta solo le vostre bocche capaci anche se per papparvelo tutto avrete bisogno almeno di una sessantina di ore. Dove eravamo rimasti? Ah si. Allora… Gidan, il simpatico ladruncolo, rapisce la Principessa Garnett e poi… e poi ritorneranno quasi tutti gli elementi che avevate trovato nei capitoli precedenti. Percorrerete in lungo e in largo la superficie del pianeta Gaia nel tentativo di salvarlo dalla terribile fine voluta dal malefico di turno. I soliti scontri casuali non mancheranno, ma saranno fondamentali per accrescere l’esperienza dei vostri personaggi. Una novità riguarda il party che sarà composto da quattro personaggi e necessita di un sistema tutto nuovo per l’apprendimento delle abilità; infatti essi potranno impararle a seconda delle armi o delle armatura che indosseranno. L’apprendimento di ogni abilità sarà raggiunto mediante l’accumulo degli AP durante i combattimenti. Ogni volta che cambierete armatura o arma perderete anche l’abilità guadagnata o il livello raggiunto nella stessa e potrete riutilizzarla solo quando le rivestirete. I personaggi non imparano tutti le stesse abilità, ma da un solo oggetto i personaggi possono imparare abilità differenti da loro. Non potrete utilizzare tutte le abilità in una volta sola, ma dovrete sceglierne una in un apposito menu di selezione dove le stesse vengono raffigurate mediante pietre con il numero di AP vicino. Il fatto di aver inserito quattro personaggi nel party sottolinea lo spirito del lavoro di gruppo che è richiesto maggiormente in questo nuovo capitolo. Mentre nei precedenti episodi vi capitava di caratterizzare la vostra attenzione soprattutto su tre o quattro personaggi fondamentali trascurando tutti gli altri, in FFIX sarete costretti ad utilizzare tutti gli otto personaggi imparando anche a destreggiarvi con tutte le loro abilità personali. Tra gli elementi Square che ritornano in questa versione ci sono gli immancabili Chocobo: il loro compito sarà quello di portarvi in giro per il pianeta Gaia senza incorrere nei noiosissimi scontri casuali. All’inizio il chocobo potrà percorrere solamente determinate superfici, ma in seguito scovando ed aprendo i vari forzieri potrà ottenere ulteriori abilità direttamente dalla divinità dei Chocobo e alla fine vi permetterà di accedere a locazioni prima irraggiungibili. Ritorna il gioco di carte visto in FFVIII chiamato all’epoca Triple Triad e ribattezzato Tetra Master: ci saranno le solite carte dove i numeri impressi indicheranno i diversi valori di forza attacco e difesa. Inoltre vi sono tantissimi minigiochi che vi faranno impiegare parecchie ore di gioco prima di poterli risolvere tutti; la loro risoluzione tuttavia non sarà determinante per finire il gioco. Graficamente FFIX presenta personaggi superdeformed ricalcando un po’ quelli visti nel settimo capitolo. Le ambientazioni sono favolose e degne di tutta la fama dei disegnatori di Square. Il genere fantasy ha permesso loro di dare sfogo a tutta l’ immaginazione nella realizzazione di mostri, nemici, castelli e paesaggi. Se poi aggiungiamo le meravigliose sequenze animate delle summon capirete come questo titolo nulla ha da invidiare a tutti i precedenti episodi della serie. Sicuramente vi saranno molti momenti importanti nel corso della trama anche se non so se potranno colpirvi come quello della morte di Aeris in FFVII che ancora adesso fa parlare di se. Purtroppo vi è una scarsa caratterizzazione dei personaggi in FFIX che impedisce di sviluppare una preferenza verso alcuni di loro o un’eventuale, ma ovvia impersonificazione (quanti di voi si rivedevano in Cloud o in Squall?): ed è proprio questa una delle maggiori caratteristiche di un gioco di ruolo. Il pacchetto audio consta di effetti che ben si appropriano alle varie azioni di gioco. La colonna sonora è come al solito incredibilmente coinvolgente e si avvale di motivetti che non potrete fare a meno di ripetere nella vostra mente.(la melodia iniziale è veramente bella e ricalca quella musica medievale che ben si adatta all’atmosfera fantasy del gioco). A questo punto che dire! Questo ritorno all’antico da parte degli sviluppatori della Square non ha fatto altro che giovare alla serie, regalando a tutti gli appassionati un ulteriore e autentico gioiellino da avere assolutamente nella propria personalissima collezione. Io ho già provveduto e voi? Cosa state aspettando!

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By Nik

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