Recensione di Shenmue
Quale è sempre stata la sfida più grande per uno sviluppatore di videogames? Quale è l’obiettivo ultimo, il traguardo irraggiungibile e allo stesso tempo talmente semplice da non credere che nessuno ci sia mai riuscito prima? Simulare la vita reale.
Simulare quello che noi viviamo ogni giorno, ogni minuto, simulare i gesti, gli avvenimenti, i dialoghi, le scelte, le persone, il mondo che noi viviamo quotidianamente.
Come ben sappiamo nella nostra vita, non ci è concesso di comportarci sempre come vorremmo, di vivere le cose come desidereremmo al 100%, perchè siamo legati alle convenzioni, alla socialità, al rapporto con il prossimo, tutti fattori che in un qualche modo limitano le nostre azioni e i nostri gesti.
Se uno sviluppatore di videogames accettasse la sfida di creare una storia, una storia che simula la vita e le reazioni di una persona che la vive, potremmo noi forse, immedesimandoci in questa persona, vivere le cose che ci accadono in modo differente, slegati da ogni stereotipo o costrizione, liberi dal timore del giudizio altrui, compiendo così “il gioco” definitivo, vivendo così un’avventura come mai avremmo vissuto prima, vestendo finalmente “realmente” i panni di un altro.
Ma chi è tanto pazzo da accettare questa sfida? Solo un visionario o… un genio:
Il signor Yu Suzuki.
Il signor Yu Suzuki sta a Sega come Miyamoto sta a Nintendo, un genio, un artista, capace con la sua fantasia e con la sua tecnica di pensare, sviluppare e creare un progetto tanto ambizioso da meritare, solo per questo, un premio al coraggio e alla tenacia.
Questo progetto si chiama Shenmue.
Shenmue nasce come la storia della famiglia Hazuki, di Ryo e di suo padre Iwao, della morte di quest’ultimo per mano di un misterioso maestro di arti marziali cinesi che è venuto a casa Hazuki per impossessarsi di uno strano artefatto custodito nel dojo di famiglia, ma è la storia soprattutto di Ryo, ragazzo tenace che diventa uomo quella notte, mentre sotto la pioggia stringe fra le sue braccia il padre, ascoltandolo mentre esala l’ultimo respiro, piangendo per lui e urlando al cielo che sì! lui rincorrerà il misterioso assassino, lo cercherà ovunque e compirà la sua vendetta, fosse la sua ultima azione sulla terra!
Con queste premesse iniziamo il gioco e… ci alziamo da letto alla mattina! Certo perchè è suonata la sveglia, usciamo dunque dalla nostra camera e vediamo nostra nonna affaccendata, nostro fratello che esce, facciamo colazione e usciamo a nostra volta nel quartiere.
Shenmue in questo momento ci stupisce e ci disorienta: cosa stiamo giocando? dove stiamo andando? che gioco è questo? è un rpg? certo, ma non solo, è anche action, è adventure, è… è Shenmue! e basta! indefinibile e inclassificabile. Fuori la città vive la sua vita, i negozianti alzano la serranda ed entrano dietro a banco, pronti a servire i passanti che si avvicinano ora ad un chiosco, ora ad una bancarella, vediamo gente che passa in bicicletta, un ragazzino corre dietro ad un cane, una ragazza giovane e carina ci sorride mentre ci sfiora, due tizi litigano per qualcosa, ebbene cosa facciamo stamattina? in quale negozio entriamo? non abbiamo che l’imbarazzo della scelta, sì perchè questa è vita, vita vera, siamo veramente noi a piedi per le vie del quartiere e tutto si muove, tutto scorre, incurante della nostra presenza, come se fossimo realmente per le strade della nostra città, quella vera intendo, ed è proprio così, c’è addirittura una sala giochi dove possiamo entrare e fare qualche partita a Hang-On o altri videogames Sega d’annata, fantastico! Usciamo e… cosa è successo? il cielo non è più sereno e splendente, ora si è fatto il tramonto, qualche nuvola avanza, guardiamo il nostro orologio e… incredibile sono già le 18:00! abbiamo passato la giornata a bighellonare in giro e dentro alla sala giochi, vediamo molti negozi che chiudono, i lampioni si accendono, inizia a girare meno gente per la strada e quelli che incontriamo… eh sì, qualcuno non ha mica una bella faccia… mentre guadagnamo la strada di casa è diventato proprio buio e vediamo due ubriaconi che sbandano, forse è meglio fare finta di niente ma… uno ci dà una spallata! ma che vuole? l’altro si ferma e ci urla contro qualcosa…. mi sa che si mette male, questi cercano la lite… improvvisamente uno dei due parte per colpire e … FLASH! su schermo appare per un istante l’icona di un pulsante del mio Joypad, la premo al volo e si vede Ryo che scansa il colpo sbilanciando l’avversario, altra icona con un pulsante diverso e altra rapida pressione, Ryo si gira e sferra un calcio al primo, altri due tasti in sequenza, via! scanso il secondo teppista e lo ribalto da dietro! ora sono entrambi a terra tramortiti e li ho stesi io! mentre scappo verso casa penso: galattico! …entro in casa, vado a letto e ci penserò “domani”…
Questa è la descrizione di una giornata di vita di Ryo nel mondo di Shenmue, Quick Time Event compreso.
Sta a noi ora mettere a frutto le nostre giornate per indagare sul
misterioso killer cinese invece che stare in giro a zonzo, anche se
nessuno ci vieta di farlo.
Possiamo agire come vogliamo, quando vogliamo, possiamo fare passare i
giorni e le settimane “virtuali” facendo venire l’inverno solo per il
gusto di svegliarci un’altra mattina e vedere le case imbiancate di
neve, possiamo andare a rompere le scatole a ripetizione a qualche
negoziante facendolo arrabbiare solo per vedere che effetto fa, ma
possiamo anche andare a cercarci un lavoro e soprattutto possiamo
sviluppare il nostro gioco indagando, parlando con le persone della
città, ottenendo indizi che ci porteranno fino alla fine di questo primo
epsiodio di Shenmue, alla ricerca di qualche traccia che ci conduca
alla nostra vendetta.
Già perchè Shenmue è un progetto ambizioso come ho detto, strutturato nella mente di Yu Suzuki in ben 5 episodi di questa grande saga, la vita di Ryo e il dipanarsi della storia lo vedranno soffrire e maturare per raggiungere il suo scopo, questo è il primo episodio pubblicato solo per Sega Dreamcast, poi è uscito anche il secondo episodio sempre su Dreamcast e annunciato anche ora come conversione per Microsoft XBoX, per quello che riguarda i restanti episodi non sappiamo quali saranno le intenzioni di Yu Suzuki e di Sega, sappiamo soltanto che questo gioco è qualcosa di mai visto, qualcosa di veramente nuovo e originale, qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato.
La realizzazione tecnica è di prim’ordine, sfruttanto le potenzialità a
128 Bit di Sega Dreamcast, la grafica è notevole e anche se sono passati
diversi anni (1999) il titolo non sfigura affatto tali e tanti sono i
particolari curati nei minimi dettagli, un lavoro maniacale che ha
attraversato quelli che sono gli aspetti che ha una vera città, dalle
cabine telefoniche funzionanti con tanto di “signorina 187” alle
macchinette per bimbi che distribuiscono le palline con dentro i
pupazzetti (serie Sonic per la cronaca, ovviamente da collezionare…),
insomma un capolavoro assoluto pieno anche di mini-games.
Il sistema dinamico del tempo è tutto in Shenmue, lo scorrere del tempo,
inteso come ore del giorno è fondamentale, tutto cambia al passare del
tempo, non solo la luce del giorno ma anche gli orari dei negozi, posti
che cerchiamo ma che troviamo chiusi, per forza è tardi oppure è giorno
di chiusura, persone che vogliamo vedere ma che non sono in casa in
questo momento, eppure abbiamo bisogno di parlare proprio con loro, ma
sono due giorni che non rientrano come mai? le stagioni, il sole, la
pioggia, la neve, il caldo, il freddo, le battute della gente, chi
incontriamo per strada, tutto è influenzato dal tempo e dal suo
scorrere, semplicemente geniale.
Anche solo stare a guardare tutto questo mondo che vive e pulsa intorno a
noi, grazie a noi ma anche indipendentemente da noi, è uno spettacolo
nello spettacolo, il simbolo e la sintesi della genialità di una
creazione che non ha eguali nel panorama videoludico.
Il Q.T.E., ovvero Quick Time Event, è un’altra gradevole innovazione, come ho descritto prima spesso saremo chiamati a confrontarci con queste piccole prove di prontezza di riflessi, contro dei teppisti certo, ma anche solo per raccogliere un pallone che sta scivolando lungo una strada, in tempo per restituirlo ad un bambino… e se non passassimo di lì in quel momento? chissà… tutto è vivo in Shenmue e tutto ha una sua logica nell’apparente casualità dello svolgersi delle cose, come la vita vera anche la vita simulata sembra avere un filo conduttore dove tutto scorre ma niente è veramente casuale.
Ovviamente un progetto tanto ambizioso non può non avere qualche difetto, dovuto essenzialmente al carattere pionieristico dell’impresa, solcando un terreno inesplorato infatti Sega non aveva punti di riferimento, quindi per fare progredire gli eventi è necessario per forza intervistare alcune persone, che daranno indizi per cercarne altre, intervistate le quali avremo quegli indizi che ci permetteranno di accedere a nuove aree della città, altrimenti inesplorabili prima, che a loro volta permetteranno… e così via. Avete capito che questa estrema libertà di fondo cozza contro alle esigenze narrative che ad un certo punto “devono” portarti a qualcosa, ad un prosieguo, quindi siamo comunque obbligati a compiere “certi” passi se vogliamo “andare avanti”, ma tutto questo ci sta benissimo e l’avventura che viviamo nei panni di Ryo è sempre più incredibile ed esaltante.
La musica è splendida e ci accompagna meravigliosamente, con momenti di gioia e di ansia, leggera e appena percettibile nelle fasi della giornata “normali”, più accentuata quando stiamo vivendo qualche “evento” per noi importante, ma si accompagna perfettamente al contesto, così come una regia eccezionale che stacca immediatamente dal momento in cui deambuliamo in libertà al momento in cui ci fermiamo a parlare con qualcuno, zoomando e ruotando attorno ai protagonisti di quel momento in modo eccezionale, regalando una vera scena cinematica ad ogni piccolo dialogo, per non parlare delle animazioni del viso di Ryo, animazioni che rendono benissimo gli stati d’animo del giovane sia quando interroga che quando viene interrogato, sia quando apprende improvvisamente qualche notizia inaspettata.
In conclusione ritengo Shenmue un capolavoro e penso si sia capito.
Il coraggio di voler realizzare un’opera del genere e il modo nel quale
poi è stata effettivamente realizzata, mi fanno pensare che Yu Suzuki e
Sega, se volessero, chissà quali e quante altre magie avrebbero il
potere di creare per noi, ma basta questo titolo a saziarci, per un
impegno che in quanto a longevità è di tutto rispetto, pur con la
limitazione della storia in qualche modo “da seguire” in ogni caso.
Penso che questa pietra miliare nel mondo dei videogames debba essere
una tappa che ogni vero appassionato deve fare, perchè questo titolo è
talmente diverso dal solito che ti lascia proprio “un sapore” in bocca
ogni volta che accendi la console e inizi a sentire quella musica, una
musica come di una giornata che ti sta aspettando, una giornata che stai
per vivere nei panni di un altro, un’altra vita nella quale ti infili
come dentro ad un paio di jeans, una giornata che è piena di
interrogativi, cosa farai oggi? dove andrai? quali persone incontrerai?
Questo è Shenmue, questa è simulazione di vita reale.
