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Anteprima di Final Fantasy VII: Dirge of Cerberus

Final Fantasy VII: Dirge Of Cerberus è un gioco che unisce le caratteristiche di diversi generi, in un esperimento che ricorda quello che Deus Ex tentò di fare ormai molti anni fa. Possiamo tranquillamente rintracciare gli elementi GDR classici di Final Fantasy, come la crescita delle stats in base all’esperienza accumulata o l’ammontare dei danni che viene mostrato dopo ogni colpo mandato a segno contro un nemico con un numerino che appare istantaneamente, con i “Critical Hits”, i famosi colpi critici, segnalati in rosso.

Dirge Of Cerberus, primo esperimento action “made in Square”, non vuole essere il gioco che rivoluziona un genere o che fa cambiare idea a chi non ama particolarmente Final Fantasy, DoC è semplicemente una buona e divertente alternativa alla solita meccanica della serie, un’alternativa dotata di un buon gameplay interamente godibile seppur non particolarmente eccelso o innovativo. La trama pone le sue basi sugli eventi narrati nel gioco principale, senza mai però raggiungere il grado di complessità e profondità di questo. Vincent Valentine, l’oscuro e misterioso pistolero/vampiro che abbiamo conosciuto in FFVII è il protagonista della vicenda. La minaccia consiste in una organizzazione, i cui piani non sono ancora chiari, difesa e capeggiata da personaggi quantomeno curiosi, caratterizzati da insoliti look e poteri, tutti particolari che vanno a spezzare l’atmosfera quasi gotica che caratterizza Vincent e le vicende a cui di solito prende parte. Il nostro vampiro si troverà ad affrontarli uno ad uno per portare a termine avventura, nel più classico degli scontri con i Boss. Come tradizione la quantità di FMV non interattivi si fa sentire, e aiuta ad approfondire la psicologia dei personaggi, mostrando ogni tanto anche alcune glorie direttamente dall’avventura principale. Io gioco inizia con una serie di scontri a fuoco con guardie mascherate, che porterete a termine abbastanza facilmente se farete buon uso del sistema di mira assistita fornitovi dal gioco, un sistema che vi aiuterà a focalizzarvi su un obbiettivo piuttosto che un altro. Molto importante è il Gun-Upgrade System, grazie al quale la vostra pistola, riempiendo barre di esperienza (Ability Points?) oppure associandovi una materia (chi conosce FF7 saprà che le materie sono quelle piccole sfere colorate dalle quali si ottiene la capacità di usare determinate spells, gli incantesimi) migliorerà in potenza o otterrà colpi speciali come proiettili infuocati & simili. Ritrovando determinate parti poi potrete evolvere la vostra arma trasformandola di volta in volta in ciò che più vi può essere utile.

Sempre che non stiate giocando unicamente per conoscere gli eventi narrati nel gioco, cosa non strana per un qualsiasi fan di FFVII, troverete nel potenziamento della vostra arma una delle esperienze più gratificanti del gioco. Il gameplay mostra una buona solidità lungo tutta l’avventura, ma molti sono i segni che è il primo esperimento Square nel genere. Vincent può eseguire differenti colpi e combo, anche a mezz’aria, ma nessuno di questi è particolarmente “d’effetto”. Vi capiterà di ritrovarvi di fronte ad ostacoli apparentemente superabili con un salto o con un piccolo attacco, costretti invece a trovare una chiave o una tessera per procedere. Per portare il nome di Final Fantasy poi un gioco dovrebbe sempre offrire momenti memorabili e scene cariche di eroismo o tragedia, ed è proprio di queste scene che un po’ si sente la mancanza. Gli ambienti poi non brillano per varietà e complessità, con una abbondanza di stanze quadrate collegate tra loro su un piano in certi momenti dell’avventura.

Tornando all’analisi del gameplay però possiamo notare come il Gun Upgrade System non sia l’unica cosa ad elevare DoC sopra il livello medio degli sparatutto. Ci sono molte missioni secondarie da completare durante lo svolgimento dell’avventura principale, missioni che portano spesso ad ottenere Ability Points e oggetti/rarità che si rivelano molto utili per l’upgrade dell’arma o per la crescita dei parametri dello stesso Vincent. Ci saranno poi numerosi momenti in cui Vince, comodamente seduto in una torretta, si ritroverà, in purissimo stile sparatutto, a sparare contro qualsiasi cosa gli si muova contro, momenti che, seppur visti e rivisti nella storia dei VideoGames, tuttora attraggono gli amanti del genere. DoC, per concludere, pur mostrando una certa mancanza di originalità, riesce a divertire chiunque, compiacendo particolarmente i milioni di fan del settimo capitolo e della saga in generale. Ci saranno momenti del gioco in cui, vedendo lontani i nuovi aggiornamenti per la pistola e contemporaneamente moltiplicarsi i nemici da affrontare, troverete con fatica il coraggio di uscire dal vostro nascondiglio e combattere, ma un buon numero di sorprese, sapientemente distribuite lungo il gioco dai programmatori, vi spingeranno a continuare fino alla fine. Per i fan della serie o del genere DoC risulterà un gioco quasi imperdibile, per tutti gli altri un buonissimo gioco. Ma, lo sapete meglio di me, questa è una anteprima, maggiori dettagli nel giorno dell’uscita italiana del gioco. Per ora è tutto.

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