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Recensione di Final Fantasy VII di Great Sephiroth

Vi scrivo dal lontano 1997 cari lettori. Sono tornato indietro nel tempo per vivere l’hype di uno degli eventi più importanti nella storia dei videogiochi.
La Squaresoft, con un colpo a sorpresa ha abbandonato le piattaforme Nintendo, e lancia la sua ultima creatura, Final Fantasy VII, su piattaforma Sony PlayStation. Scarto di fretta la confezione, peraltro molto bella, evocativa, ed inserisco il primo dei 3 CD che formano l’intero pacchetto.
Per la prima volta, in tutta la serie, un FMV in Computer Grafica accoglie il giocatore. L’atmosfera si fa subito affascinante, un cielo stellato, la musica, una ragazza, con dei fiori, una grossa città: benvenuti nel mondo di Final Fantasy VII.
Dopo il filmato iniziale, che lascia a bocca aperta per qualità audiovisiva (mai visto niente del genere prima d’ora) si viene velocemente catapultati all’interno dell’azione, nel giro di pochi secondi sarete impegnati nel primo, semplice scontro.
Il vostro nome è Cloud, inizialmente siete un soldato mercenario al servizio del gruppo eco-terrorista dell’Avalanche, ma presto, molto presto, la situazione evolverà, e da una struttura apparentemente fissa come sembra essere strutturato inizialmente il gioco, vi ritroverete a poter girare il mondo, con tutte le relative possibilità, città, avventure, grazie alla comoda mappa 3D. L’atmosfera, va detto, è ciò che rende questo gioco magico. Vi ritroverete immersi in questo mondo a metà tra il presente, il futuro e il passato. Città incredibilmente tecnologiche, boschi sterminati, piccoli villaggi sperduti, enormi basi militari, località turistiche, basi sottomarine… queste e mille, mille altre location faranno da contesto ad un’avventura a dir poco epica. Epica, appunto è l’avventura, ed epica è la caratterizzazione dei personaggi.

Cloud, Barret, Tifa, Vincent, Cid, Red XIII, Caith Sith, Yuffie, Aeris: questi sono i nomi dei personaggi con cui vi ritroverete a vivere la meravigliosa avventura proposta, e ognuno di loro ha una personalità complessa, un passato più o meno oscuro, e una storia che meriterebbe un gioco a parte. Ma ciò che rende questa avventura incredibile è la presenza di un altro personaggio, uno degli antagonisti più intriganti, misteriosi e affascinanti di sempre: Sephiroth. Prima eroe, soldato di prima classe, stimato, amato e temuto in tutto il mondo, poi il buio, la pazzia… Poche parole per descrivere la storia di un uomo, una storia che fatico a credere venga da un videogioco, tanto è bella e al contempo terribile, per le tematiche che affronta. Cloud, proprio come Sephiroth, si ritroverà a scavare nel proprio passato, una ricerca che lo porterà vicino alla morte, vicino alla follia, e infine, alla verità.

Ma non voglio dilungarmi eccessivamente sulla trama. Passiamo quindi all’analisi tecnica del gioco: questo si presenta, per la prima volta in assoluto da quando nel 1987 uscì il primo Final Fantasy, in una veste 3D. Un motore 3D, con fondali pre-renderizzati, muoverà Cloud e tutti i personaggi del mondo di Final Fantasy VII in real time con il caratteristico stile Super Deformed che ha spesso caratterizzato anche i passati episodi della serie. Il sistema di gioco è semplice e intuitivo, ma al contempo molto profondo. Il Materia System (le materie sono le fonti del potere magico e di evocazione, le troverete lungo il gioco) prevede l’assegnamento a determinati slot sulle armi e sulle protezioni, in determinati ordini, delle varie materie (divise in categorie, a seconda dell’uso e dei poteri caratteristici di ognuna) con possibilità di attacco infinite, fino alla creazione di vere e proprie combo, potenzialmente devastanti se ben congegnate.
Ritornano le evocazioni simbolo, come il sempre verde Bahamut, e con le invocazioni tornano anche i Chocobo, simpatici pennuti, che saranno oggetto di una sezione del gioco dedicata a loro, in cui sarete impegnati nell’allevamento del mitico Chocobo D’Oro.
Da ottimo GDR, Final Fantasy VII prevede il potenziamento progressivo delle abilità, dal potere magico a quello fisico. La vostra forza aumenterà grazie a punti AP, utili per il potenziamento delle materie, e EXP, che aumentando il vostro livello aumentano regolarmente tutti i parametri (Difesa e Attacco Fisico/Magico).
La storia principale, se seguita senza fare caso alle miriadi di extra, può essere completata in un tempo compreso tra le 40 e le 60 ore, ma per completare il gioco al 100% senza tralasciare nulla si inizia a parlare di 150/200 ore di gioco, prive di momenti di noia. Graficamente parlando fino ad oggi (vi parlo dal 1997, ricordate) non si era mai visto niente del genere, i filmati FMV mostrano la più avanzata grafica in CG di sempre, e il motore del gioco non ha cali nel gestire l’azione su schermo.

La Squaresoft non poteva scegliere modo migliore per esordire sulla console Sony di nuova generazione. In tutto il gioco fatico a trovare un difetto. Ci troviamo di fronte al più grande esempio di combinazione tra miracolo tecnico e artistico, Final Fantasy VII presenta la migliore realizzazione tecnica e artistica vista fino ad oggi (1997), con personaggi caratterizzati a meraviglia, fino agli angoli più oscuri del loro io, al punto di sfiorare e raggiungere la “rotondità” psicologica dei personaggi di Shakespiriana memoria. Ha forse come unica pecca che una volta raggiunto un certo livello e ottenute determinate invocazioni battere il boss finale è uno scherzo da ragazzi, ma questa è un pò una costante della serie dacché esiste, e bisogna considerare che per raggiungere certi livelli serviranno ore e ore di applicazione, dando comunque un senso alla sfida.

Passando ai voti:

Trama: 10
Colpi di scena, flashback, inganni, voltafaccia. Varietà assoluta, sempre in una atmosfera post futuristica intrisa di un fascino tutto particolare. Non Plus Ultra.

Gameplay: 9,5
Semplice e intuitivo e al contempo profondo.

Longevità: 10
Finito il gioco al 100% non è difficile che vi venga voglia di riviverlo dall’inizio più e più volte.

Grafica: 9
Coraggiosa la scelta dello stile Super Deformed, in alcuni momenti rischia però di scontrarsi con alcune situazioni adulte. Si adatta alla perfezione però ai numerosi momenti di umorismo.

Musiche: 8,5
Pezzi orchestrali meravigliosi accostati a piacevoli musichette d’atmosfera. Raramente qualche midi stonato.

Voto Complessivo: 10
L’anno 1997 ha conosciuto il punto più alto, a mio modo di vedere, nella storia dei J-RPG Squaresoft. Da qui in poi è solo discesa.

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