Recensione di Final Fantasy VIII
11.02.1999 La Squaresoft, dopo il ciclone FFVII, rilascia il seguito della saga ancora su PlayStation: esce Final Fantasy VIII. Non appena inserito il CD nella grigia console Sony, una incredibile sequenza FMV ci mostra due giovani guerrieri, che si riveleranno essere Squall Leonhart e Seifer Almasy, in combattimento tra loro e nel mentre di tutto ciò continue immagini, scritte, flash, il tutto organizzato al meglio in una delle sequenza introduttive più sbalorditive di sempre. L’impatto iniziale è sicuramente emozionante, complice una colonna sonora immediatamente suggestiva. Dalle concitate immagini della presentazione si passa all’inizio vero e proprio del gioco, un inizio che si terrà, per contrasto, nel luogo più tranquillo immaginabile: Squall, il protagonista, si trova in infermeria, privo di sensi a causa dello scontro avuto con Seifer, dal quale sono usciti entrambi feriti.
Entrambi frequentano il Garden di Balamb, un’accademia per soldati mercenari d’elite, detti SeeD, e lo scontro mostrato nel FMV iniziale non era altro che una sfida mascherata da allenamento. Il gioco, sin dalla presentazione, si regge sulla rivalità tra i due, che inizialmente sono semplici cadetti, ma che col proseguire del gioco prenderanno due strade al contempo diverse e parallele, che porteranno la loro rivalità allo stadio di guerra vera, una guerra dalle tante sfaccettature, tra tematiche d’amore, di dominio, rivalità e di sacrificio. Definita, cercando di evitare eccessive anticipazioni, la trama e il contesto in cui si svolge la storia è il momento di analizzare il comparto tecnico.
Graficamente il gioco si presenta, per la seconda volta nella storia della serie, in ambiente 3D con sfondi 2D prerenderizzati di ottimo livello. E’ presente la mappa 3D del pianeta, grazie alla quale potrete spostarvi da una città all’altra e allenarvi affrontando i famosi “scontri casuali”, che seppure siano ancora una volta eccessivi nel numero sono leggermente diminuiti rispetto al passato e in ogni caso sono state adottate delle misure per permettere al giocatore di evitarli quando possibile.
La struttura del gioco è quella classica, dovrete sviluppare il vostro party di personaggi, composto da guerrieri di varia natura (spadaccini, fucilieri, maestri di frusta…) fino a fargli raggiungere il livello più alto tra i 100 disponibili, ma differentemente rispetto a FFVII il sistema di “materie” è stato sostituito da quello delle “Junction”. Le abilità dei personaggi aumenteranno in base al tipo di magia che sarà associata ad ognuna. Ad esempio la magia “Ultima” associata alla forza aumenterà questo parametro proporzionalmente al numero di spells di questo tipo accumulate. Le magie non saranno più in numero infinito, ma andranno accumulate “assorbendole” dai mostri durante i combattimenti lungo la strada.
Torneranno le invocazioni, come tradizione, ma questa volta non saranno utilizzate solo come normali attacchi magici, saranno delle creature al vostro servizio, creature con Hp, forza e “feeling” diversi. Ogni creatura avrà un rapporto preferenziale con questo o con quel membro del vostro party starà a voi capire come meglio assegnare le invocazioni (per l’occasione chiamate GF, Guardian Forces) e migliorare i rapporti tra loro e i personaggi. Il gioco si svolge lungo un minimo di 50/60 ore nel solito vario mondo a cui ci ha abituato la saga. Ovvio che per carpire tutti i segreti del gioco e terminarlo al 100% le ore di gioco aumenteranno esponenzialmente, arrivando anche a 200 o oltre.
La caratterizzazione dei personaggi è ancora una volta eccezionale, ogni personaggio ha una storia propria, ben definita, mai banale e sempre ricca di aspetti diversi, anche oscuri. Tanto i protagonisti della storia quanto gli antagonisti saranno dotati di una personalità e di una storia che non li renderanno mai totalmente buoni o totalmente cattivi, in modo da non rendere mai banale e scontato lo scontro tra le parti, che si potranno identificare prima nei propri ideali e nei propri obbiettivi, rispetto alla solita contrapposizione bene/male. Su questa contrapposizione, sulla lotta interiore e sul conflitto con il proprio io si baserà gran parte della vicenda. Dopo FFVII però ci si poteva aspettare qualche innovazione maggiore rispetto a quante realmente ce ne sono state, il gioco rimane molto fedele a se stesso e al suo passato, e in questo aspetto c’è chi rintraccerà un pregio e chi un difetto.
In definitiva quando parliamo di Final Fantasy VIII parliamo di uno dei migliori esponenti della categoria dei J-RPG, perfettamente in linea con gli standard Squaresoft e con la storia della saga, che si conferma ad altissimi livelli.
Trama: 8,5
Una struttura apparentemente semplice sviluppa con il tempo tematiche importanti con interessanti colpi di scena e cambi di fronte.
Gameplay: 9
Uno dei migliori sistemi di crescita e combattimento mai visti nella saga.
Longevità: 8,5
Quando tutto sarà finito sentirete il bisogno di continuare a vivere quelle fantastiche vicende, e non stupitevi se vi ritroverete presto sdraiati nuovamente in quell’infermeria con la ferita al volto…
Grafica: 9,5
Nel giorno d’uscita di questo gioco nessuno ancora aveva chiesto tanto all’hardware PlayStation come ha fatto la Squaresoft con questo gioco.
Musica: 9
Epica e di ottima qualità. I brani orchestrali qui superano nettamente nel numero i semplici midi che avevano fatto la fortuna dei capitoli precedenti della serie.
Voto Complessivo: 9
Dopo FFVII era difficile aspettarsi un altro capolavoro di quella portata, la Square è riuscita comunque a non deludere, creando ancora una volta un capolavoro.
