Recensione di Grandia 2
“Quando il mondo era ancora nell’era primordiale ad ogni
alba del nuovo giorno, Granas, il Dio della luce, faceva la sua
comparsa. Tutto veniva immerso nella luce beata del Paradiso. Furono
quelli, i giorni del prodigio. Ma apparvero uomini di opporsi a Granas.
Questi uomini trovarono in Valmar, il Dio dell’Oscurità, il potere di
liberare l’energia racchiusa nei loro corpi. Abbastanza potere da
sconvolgere il mondo.”
E fu così che la canonica guerra tra il bene ed il male ebbe inizio
vedendo la luce trafiggere il vuoto oscuro delle tenebre e scomparire
nel nulla.
Da quel preciso istante il tempo parve essersi fermato: Granas continua
ad essere venerato come ente portatore di salvezza e pace, mentre tutti
coloro i quali aprono i loro cuori alla perfidia di Valmar vengono
perseguitati e distrutti.
In un luogo non precisato delle terre devastate dai Granabissi, enormi
squarci nel suolo provocati dal contatto delle due Divinità, si sta
muovendo un giovane Geohound, ovvero un guerriero che, per denaro,
compie qualsiasi tipo di missione a lui richiesta; assieme al giovane di
nome Ryudo, un saggio volatile, amico di vecchia data di nome Skye.
Cosa hanno a che fare questi due spriti solitari con Granas e con quelle
vicende leggendarie? E come mai presto i loro destini saranno
incrociati inevitabilmente con quelli di una chierica-cantora
dell’ordine delle “Sorelle di Granas”?
Grandia 2 si propone un’avventura mista tra l’amore platonico e
passionale, il bene ed il male relativizzati nei loro contorni più
conosciuti e rivisitati e, naturalmente, l’amicizia.
Come, forse, è possibile notare Game Arts ha preferito creare un titolo
indipendente al suo predecessore con trama, personaggi e luoghi
completamente diversificati nonostante le voci che circolavano prima
dell’uscita di questo prodotto le quali sostenevano un possibile ritorno
di Justin e compagni. Dunque una rottura completa col passato
testimoniata anche dall’antitesi dei due protagonisti: da un lato il
gioioso e vivace Justin, dall’altro l’oscuro e sgorbutico Ryudo.
Contrariamente, la giocabilità ed il sistema di combattimento, sono
rimasti più o meno gli stessi del capitolo antecedente: modifiche
relativamente sostanziali sono state apportate al sistema di gestione
degli incantesimi e delle abilità che viene tuttora amministrato dalle
misteriose Uova di Mana, ma che in questo capitolo vede la crescita dei
tali non condizionata dal numero di volte di utilizzo, ma dai Magical
Coins.
Piccola, ma curiosa aggiunta è il “Millenia Rage System” una sorta di
status berserk che la sensuale Millenia, co-protagonista, assieme alla
dolce e sensibile Elena, raggiungerà dopo essere stata costretta a
subìre un dato numero di colpi da parte degli avversari. Tale status
particolare porterà questo personaggio ad essere controllato dall’AI per
un dato numero di turni durante i quali ella darà fondo a tutte le sue
energie fisiche e magiche per fare fuori gli avversari più tenaci.
Sistema che, però, non è stato gestito al meglio dato che il “Rage
System” non prevede alcun colpo speciale, ma solo una serie di magie che
possono essere utilizzate anche in condizioni “normali”.
Nota degna di nota per i titoli relativi a Grandia è l’aspetto tattico
dei combattimenti a turni e la totale mancanza di battaglie random nel
corso del gioco.
Per quanto riguarda il primo punto, come forse i giocatori del primo
Grandia sapranno, il gioco si avvale del famigerato “IP-gauge” una barra
sulla quale scorrono le icone relative ai personaggi e agli avversari.
Nel momento in cui il giocatore vede giungere una di queste icone sul
punto COM potrà scegliere che tipo di attacco intraprendere e vederne
gli effetti nel successivo punto ACT. La caratteristica interessante da
analizzare è che sia gli opponenti che i compagni sono provvisti di
abilità speciali ed attacchi super forti che hanno bisogno di un tempo
di applicazione maggiore, ma che una volta messi a termine possono
cancellare totalmente l’attacco della fazione opposta nel caso essa si
trovi fra il punto COM ed ACT. E’ chiaro che questa particolarità
costringe il giocatore a compiere sempre delle scelte che lo renderanno
meno passivo del solito durante il corso dei combattimenti.
L’altro punto riguarda la totale assenza delle battaglie random, spesso
frustranti e disorientative. Interessante è notare come si
incominceranno i combattimenti a seconda di come lo sprite abbia toccato
il nemico sulla mappa: se è il giocatore ad avventarsi su di esso alle
sue spalle, avrà la precedenza sul primo turno, in caso contrario sarà
l’opponente ad attaccarti alle spalle!
Il gioco presenta parti recitate solo in relazione di punti nodali rilevanti per lo svolgimento globale della trama. Il doppiaggio americano è stato abbastanza curato, anche se non a livelli ottimali, presenta appropriatezza relativa delle voci correlate ai vari personaggi. Voci e testo sono rimasti rigorosamente in americano pure nella versione europea che presenta unicamente il libretto d’istruzioni localizzato nella madre lingua. Per approfondire le relazioni dei protagonisti è necessario recarsi in una locanda e ordinare da mangiare; in tal modo, attorno al tavolo, si potrà scegliere chi fare parlare e chi fare rispondere.
Scarso il numero di mini-giochi nel suddetto titolo che si limitano a un
dungenon opzionale che può essere raggiunto solo vicino alla fine. Tale
dungenon non è altro che l’estensione di una piana già precedentemente
visitata che ospita due stages: in uno vi sono dei mostri di ghiaccio e
nell’altro, una sorta di labirinto, non troppo complicato e ricco di
oggetti preziosi, dei pericolosi demoni volanti. Per il resto il
prodotto è molto lineare e, sfortunatamente, non da la possibilità di
confrontarsi con i conosciuti, desiderati, ma allo stesso tempo, temuti
Super-Bosses.
I personaggi sono uno dei punti forti di “Grandia 2” in quanto
caratterizzati bene ed apprezzabili nelle loro particolarità e/o
stranezze. Sebbene apparentemente possano essere i tipici esempi di
standarizzazioni di qualità umane e mancanti di molteplici
sfaccettature, con il corso delle vicende, si potrà notare come i nostri
giudizi su ciascuno di loro, dovranno irrimediabilmente cambiare. Un
esempio pratico potrebbe essere lo stesso protagonista:
Ryudo- Pare essere il tipico “bello, tenebroso ed asociale”, ma si
scoprirà come, invece questo ragazzo, che pare non conoscere modo di
avvicinarsi agli altri se non per mere questioni legate al denaro ed al
profitto, ha un passato terribile che lo ha condizionato nel suo modo di
vedere le cose del mondo. Ateo per natura, ma legato, in qualche modo a
dei prìncipi trascendentali e spesso dimenticati da tutti come la
fedeltà o l’onestà, Ryudo preferisce rivolgersi alla propria forza e al
buon senso della gente piuttosto che alla magnificenza del buon Granas.
Elena- Contrariamente alla sua guardia del corpo, Ryudo, Elena è molto
fedele alla propria Divinità: il suo carattere è limpido, gentile,
quiete e pacato, ma, non si sa come, dentro a questa giovane fanciulla,
si muove qualcosa dentro che va oltre alla sua umana comprensione…
delle pulsioni recondita spingeranno questa fragilissima fanciulla a
farsi forte di fronte ad una avventura ed un viaggio tremendamente
difficile da affrontare perchè la porterà a riconscere coscientemente
l’altra parte di sè.
Millenia- Una misteriosissima, sensuale, sagace demonietta munita di ali
che appare nelle calde notti di Ryudo finendolo, senza nemmeno volerlo,
a cacciarlo nei guai. La strana ragazza avrà, all’inizio della vicenda,
desideri quasi carnali nei confronti del giovane Geohound.
Apparentemente Millenia potrebbe apparire capricciosa e a tratti molto
egoista, ma la sua disinvoltura è una maschera che cela la fragilità dei
solitari sentimenti di lei.
Roan- Questo ragazzino pare essere l’antitesi sia nell’aspetto fisico
che in quello mentale, del protagonista. Mentre il primo si presenta
agli occhi di tutti cinico e pessimista, il biondino qui in questione,
ha sempre stampato sul viso un sorriso a 360°. Sebbene sia spesso
raggirato a causa della sua estrema generosità ed ingenuità, Roan ama la
gente, adora parlare ed essere coccolato, ma sopratutto, dimostra
sovente di essere il più maturo della squadra e la sua voce intensa e
calda potrebbe esserne una prova.
Tio- Fredda e glaciale, sfuggente e quasi inespressiva. Durante i
combattimenti si muove come una leggiadra farfalla e pare fatta di
latta. Questo strano, ma affascinante essere è un personaggio molto
interessante perchè parte da uno status nel quale non è nemmeno in grado
di prendere decisioni sulla propria esistenza a quello di riuscire
consapevolmente a gestire la vita secondo morale. Tio non apparirà
subito nel gioco, ma quando sarà presente ci mostrerà il suo evolvere da
mera macchina ad essere umano.
Il tema portante di questo titolo è, senza ombra di dubbio la religione,
ma solo da contorno a quello che poi è l’uomo ed il suo reale essere.
Grandia 2 analizza il concetto di fede e di “Dio” inteso per alcuni come
ente superiore fine a se stesso a altri come rappresentazione di tutte
quelle doti morali che un individuo dovrebbe avere per poter vivere
correttamente all’interno della società. Il viaggio fisico del primo
Grandia viene completamente abbandonanto preferendo, invece quello
immateriale della coscienza. La morte di Valmar, ovvero del “Dio”
benevolo, è un concetto veramente pesante se si giudica l’impostazione
quasi bigotta della stragrande maggioranza della popolazione vivente in
questo prodotto, ma, nonostante tutto, si trova il coraggio di
proseguire e, anzi, si è maggiormente consapevoli che sta all’umanità
gestire la Terra e ci è assolutamente impossibile cullarci dietro scuse
di fatalismi e di destini divini da accettare a testa bassa.
Personaggi-eroi, dunque, che lottano a viso aperto con
l’umana paura di rimanere senza un punto solido di riferimento e che
riescono a leggersi in fondo al cuore scoprendo dei lati sconosciuti del
proprio carattere. Anche qui il bene ed il male sono relativizzati, e,
anzi, messi sotto luci completamente contrastanti; così, la stessa
impossibilità da parte di Ryudo, se scegliere la passione di una demone o
la spiritualità di una cantrice, è la riprova che l’essere umano è
fatto di un lato oscuro, nascosto infondo al nostro cuore, ed un lato di
luce, visibile e palese a tutto il mondo. Non si rinnega questa
oscurità, ma la si aiuta a venire a galla, a riconoscerla e a
conviverci: questa è la ricetta che propone Grandia 2 per poter
veramente essere l’arma di tutti i mali del mondo.
Per quanto riguarda la colonna sonora, Grandia 2 presenta dei pezzi
cantati veramente apprezzabili e degli orecchiabilissimi temi da
combattimento e da villaggio. Qualche nota ci riporta al folklore del
passato capitolo, ma qui l’atmosfera che si respira è diametralmente
diversa.
La giocabilità è molto buona; il giocatore non sarà mai costretto a
dover costruire livelli di esperienza molto maggiori per poter ambire a
distruggere il boss di turno, tra l’altro è facilitato dall’enorme
disponibilità di oggetti e pozioni guaritrici che possono essere
utilizzate immediatamente sul tutto il party oltre che a incantesimi ed
abilità che diventano assolutamente devastanti se fatte crescere nella
giusta maniera. Al di fuori dei combattimenti la gesione della
telecamera potrebbe, talvolta, stordire un pò, ma, nel contempo, aiuta a
scovare tesori altrimenti invisibili e nascosti.
La grafica risente un pò della conversione da Dreamcast a Ps2, ma,
comunque, riesce a stabilirsi su punteggi abbastanza positivi. La
totalità del gioco è gestito da un motore grafico in 3D che funziona
meglio sugli sprites che sui fondali.
Per ultimo le mie considerazioni personali: Grandia 2 può non piacere,
perchè perde totalmente quel tono scherzoso, esilarante, rocambolesco,
spensierato ed un pò bambinesco che tanto aveva fatto adorare il primo
capitolo, ma è necessario aggiungere che questa non è una involuzione,
bensì una evoluzione nel cercare di trattare temi diversi e magari un pò
più impegnativi. Al di là della trama e delle atmosfere dei villaggi
(qui meno strani e “cartonanimatosi”) il suddetto titolo soffre un pò
per quanto riguarda la grafica, non ci fa sognare nel sonoro, specie se
si è abituati agli standards di “Final Fantasy”, ma si rifà
completamente nel sistema dei combattimenti, giudicati da molti, uno dei
migliori mai concepiti, nell’esplorazione e nel cast dei personaggi che
non è secondo a quello del predecessore, solo molto diverso. Se si
vuole affrontare questo titolo “singolarmente”, cioè, senza metterlo a
confronto con possibili altri giochi simili al suddetto, allora Grandia 2
non mancherà, se non altro e come
minimo, di regalarvi momenti felici e divertenti per un gioco che lascia il segno della gradevolezza.
