Recensione di Skies of Arcadia
Nel suo primo anno di vita, il Sega Dreamcast ha offerto titoli per quasi tutti i tipi di giocatore. I fan dei giochi di combattimento hanno avuto lo splendido Soul Calibur subito all’uscita della console. Classici come Sonic hanno soddisfatto gli appassionati del gioco d’azione e platform. Persino giochi originali come Seaman, Chu-Chu Rocket e Space Channel 5 hanno trovato il loro pubblico. Ma nel costante flusso di titoli di alta qualità per Dreamcast non c’è stato nemmeno un grande gioco di ruolo, finora. Non c’è stato nulla come Final Fantasy per Dreamcast. Fino all’arrivo di Skies of Arcadia, che quando uscì fece sussultare tutti gli amanti degli rpg, che vennero conquistati da questo titolo, senza ombra di dubbio il miglior rpg uscito per dreamcast (in seguito gli rpg uscirono, primi tra tutti grandia II e l’immenso shenmue – anche se a dire il vero questo è più adventure – ).
Il gioco
Immaginate un mondo formato da isole galleggianti in un mare di nubi, dove splendide navi volanti solcano i cieli. Immaginate un mondo sovrastato da sei lune di diverso colore, capaci di influenzare le condizioni climatiche del territorio sottostante. Questa è la fantastica ambientazione del primo grande gioco di ruolo per il Dreamcast importato in occidente; questo è il magico universo di “Skies of Arcadia”.
In questa avventura il giocatore impersona Vyse, un pirata dell’aria impavido e ottimista appartenente alla ciurma dei Blue Rogue. Accanto a lui c’è la sua amica di infanzia Aika. Mentre sono (come tutti i pirati) in cerca di tesori, incontrano una ragazza misteriosa di nome Fina, la quale è costantemente inseguita dall’esercito di Valua (una sorta di impero malvagio nel magico mondo di Arcadia) a causa di alcuni suoi misteriosi poteri. Così inizia la storia: si verrà poi coinvolti in un’avventura epica nella quale è in ballo nientemeno che la salvezza del mondo di Arcadia.
Realizzazione tecnica
A livello grafico SOA è realizzato molto bene: i paesaggi e le città sono dettagliatissimi, così come i personaggi, le cui animazioni facciali sono davvero straordinarie. Una cosa che mi ha colpito molto in positivo è che in ogni locazione è possibile vedere ogni cosa fino all’orizzonte, e spesso si setta la visuale in soggettiva proprio per ammirare gli splendidi paesaggi e gli ambienti realizzati con ogni dovizia di particolari. Non c’è stato inoltre bisogno di realizzare scene in computer grafica o mediante l’utilizzo di FMV, in quanto la grafica era già bellissima così.
Per quanto riguarda il sonoro è di ottima fattura, con musiche d’atmosfera altamente evocative.
I motivi cambiano da zona a zona e risultano veramente appropriati in ogni situazione. Inoltre non sono mai noiosi, troppo ripetitivi o “martellanti” da costringere ad abbassare il volume o cose del genere. Anzi in certe aree rendono molto bene l’idea dell’ambiente che si incomincia ad esplorare e trasmettono veramente una piacevole sensazione.
Gli effetti sonori sono nella norma, niente di eccezionale ma nemmeno niente di pessimo; diciamo senza infamia nè lode.
Peccato per la mancanza di parlato nei dialoghi fra i personaggi almeno nelle situazioni più importanti. Questo problema è stato risolto in parte: la voce dei personaggi si sente infatti solo in alcuni momenti, come quando un personaggio deve fare una risata o un’approvazione (Oh Yeah!), ma la soluzione adottata a mio avviso non è niente di particolarmente emozionante.
I combattimenti
Per prima cosa c’è da dire che i combattimenti casuali sulla mappa e nei dungeon sono davvero troppo frequenti: capita a volte che passino addirittura meno di dieci secondi tra uno scontro e un altro. Come ogni buon rpg che si rispetti, anche SOA ha un sistema di combattimento tutto suo: innanzitutto si nota la presenza di una barra posta in alto sullo schermo, che rappresenta gli spirit points, punti che vengono consumati con l’utilizzo delle magie e delle mosse speciali. Se i vostri SP scendono a zero, o comunque sono un numero inferiore a quello richiesto per utilizzare una certa magia, non potrete servirvene, ma dovrete aspettare che la barra degli SP si ricarichi (e questo avviene automaticamente a ogni turno). C’è, però, un modo per accumulare SP più velocemente, servendovi del comando “focus”: man mano che il numero massimo di SP a vostra disposizione crescerà, aumenterà anche il numero di SP che acquisterete utilizzando il comando. Andando avanti nel gioco, vi accorgerete che il focus è uno dei comandi più utili. Quando la barra degli SP è piena, i personaggi avranno la possibilità di utilizzare delle mosse speciali (come le limit break di ff7) dagli effetti devastanti. Nuove mosse si acquisiscono trovando particolari cristalli chiamati moonberry, che si trovano nei dungeon oppure come oggetti a fine battaglia. A dire il vero ci sono due tipi di battaglie: quelle normali (party contro mostri) e quelle aeree (nave contro nave). Mentre la prima tipologia è abbastanza tradizionale, ossia a turni, con le solite scelte -attacco, difesa, magie, oggetti- selezionabili direttamente dal menu, la seconda è un po’ diversa dal solito, ma a mio avviso non è niente di speciale. In queste battaglie dovrete decidere le mosse da attuare nei quattro turni successivi, e i comandi saranno gli stessi dei combattimenti normali, tranne naturalmente per il fatto che le armi saranno cannoni e torpedo acquistabili nei negozi delle città. Il problema è che è sufficiente aspettare di avere abbastanza spirit point in modo da attivare il potentissimo cannone, che consente di battere gran parte degli avversari in un solo colpo.
Per quanto riguarda la tecnica di acquisizione delle magie, è stato creato un modo molto particolare: a ogni arma sono associati 6 colori, corrispondenti a un elemento (rosso per il fuoco, giallo per il tuono, verde per il “life” e così via), che si possono variare direttamente in combattimento con la semplice pressione di un tasto. Vincendo uno scontro con l’arma di colore rosso, ad esempio, i punti esperienza guadagnati serviranno per apprendere magie di fuoco, così come uscendo vittoriosi dalla battaglia con l’arma di colore giallo si apprenderanno le magie di tuono.
Somiglianze con Sua Maestà Final Fantasy VII
Il problema principale del gioco è proprio questo: a mio modesto parere è TROPPO simile a Final Fantasy 7, non tanto nella trama o nel sistema di combattimento quanto nei dettagli: inizio dal protagonista, Vyse, che ha un padre che si chiama Dyne (come l’amico di Barret), ed ha una pettinatura che mi ricorda moltissimo quella di Cloud. Poi c’è Fina, ragazza misteriosa che è costretta a scappare dall’esercito di Valua, la cui imperatrice la vuole rapire a causa dei suoi poteri e delle sue origini misteriose. Non vi ricorda la storia di Aeris, costretta a fuggire dai Turks, scagnozzi della Shin-Ra, perchè è l’ultima superstite di un popolo misterioso, gli Antichi??? E di Drachma cosa vogliamo dire, panzone e con un braccio artificiale ??? Non è la copia bianca e invecchiata di Barret ??? Infine Valua, città sede dell’impero dove non sorge mai il sole…mi pare un po’ troppo simile a Midgar, città sede della Shin-Ra (che è praticamente la società dominatrice del mondo di ff7) e nella quale non è mai giorno !!! Questo senso di deja-vu mi ha preso sin dalle prime ore di gioco, per non lasciarmi mai.
In conclusione
Skies of Arcadia è un bellissimo rpg, con una realizzazione tecnica impeccabile, dei personaggi fatti molto bene,ed una trama che ti prende e che ti fa restare incollato al monitor per ore ed ore (2 gd-rom da gustare sino alla fine). Peccato che le missioni secondarie non siano molte (sono 2: reclutamento di uomini per la ciurma e ricerca di tutte le scoperte -Discoveries- in giro per il mondo) e che la grafica scatti un po’in alcuni frangenti. Tralasciando infine il fatto che il gioco ha preso più di uno spunto da Final Fantasy VII, si tratta di un piccolo capolavoro che non può mancare nella collezione di videogiochi di tutti i possessori di dreamcast appassionati di giochi di ruolo. Peccato che in estate è stata smentita ufficialmente la notizia di una possibile conversione su Playstation 2, altrimenti sarebbe stato conosciuto ed apprezzato da moltissimi videogiocatori in più.
