Recensione di Final Fantasy Origins
Un noto film si intitolava “Ritorno al futuro”, mentre questa volta ci troviamo di fronte ad un più logico “Ritorno al Passato”!
Questa introduzione ci presenta l’ultimo titolo uscito di casa Squaresoft, Final Fantasy Origins.
Ovviamente non stiamo parlando di un nuovo gioco, bensì del remake dei
due capistipite di una delle migliori e più durature saghe della storia
dei videogiochi, Final Fantasy & Final Fantasy II.
Confezione
Già dall’aspetto esteriore ancor prima di giocare al gioco ci accorgiamo
di qualche simpatica novità. Per prima cosa i colori semplici e
piacevoli dei cd, il manualino in italiano (ricordandoci che il software
è in inglese): la più bella sorpresa è rappresentata però dai disegni
che trovate all’interno della confezione fatti dal grande charachters
designer Yoshitaka Amano!
Giocabilità
Magari chi ha giocato soltanto ai Final Fantasy di nuova generazione (intendo dal 7 in poi) potrebbe storcere il naso o comunque trovarsi a disagio di fronte ad un gameplay diverso da quello che è abituato a vedere: intanto il proprio party può essere composto da 4 personaggi (in alcuni Final Fantasy nuova generazione erano massimo 3) e gli avversari in certi combattimenti possono arrivare a 9 (ovviamente non troverete mai a combattere contro 9 boss!!).
Un altra bellissima caratteristica che si è persa negli anni che ha ritrovato spazio in maniera corposa soltanto in Final Fantasy X-2, in Final Fantasy XI (per Ps2) e in Final Fantasy Tactics Advance (per GBA), è il job system, che da la possibilità ad inizio gioco di poter scegliere fra 6 differenti classi che hanno differenti abilità.
Questo Job System comunque si differenzia fra il primo ed il secondo capitolo, e in quest’ultimo è più sofisticato ma leggermente più difficile da gestire.
Innovazioni
Le innovazioni sono diverse ma sicuramente non trascendentali.
La cosa che si nota subito sono i bellissimi filmati in computer grafica realizzati proprio per questa riedizione che secondo me comunque stonano un pochino, dato che si passa da un CG bellissima ad un gioco a 16 Bit.
No, non mi sono sbagliato (si saranna accorti i più attenti che Final Fantasy & Final Fantasy II sono giochi usciti a 8 Bit) ma l’opera di restyling attuata per portare i giochi su SwonderSwan Color hanno reso il gioco più bello e più “16 Bittiano” di quello uscito originariamente su NES.
Ovviamente una grande opera di ristrutturazione è stata fatta anche sulle musiche sempre per mano del grande Uematsu.
Conclusioni
Questo gioco è sicuramente un must per tutti coloro che intendo
ritenersi appassionati di Final Fantasy, dato che come la studiare la
storia dell’umanità serve a capire come mai al giorno d’oggi siamo così,
giocare a questi due capitoli serve a rendersi conto dell’evoluzione
fatta dalla Saga dal lontano (videoludicamente parlando) 1987 ad adesso.
Senza dubbio il gioco è da consigliare anche a tutti gli appassionati di
giochi di ruolo, che ben sanno che il gameplay e la trama sono la cosa
più importante.
Mi sento di sconsigliarlo però a chi cerca l’ultimo artificio grafico,
perchè ricordiamoci che nonostante l’eccellente ristrutturazione del
gioco il gioco è sempre quello di 16 anni fa.
Mi sembra di aver illustrato tutto quello che potevo senza rovinarvi il
gusto di giocarci, quindi ora non vi resta che vestirvi, prendere il
motorino/autobus/macchina e fiondarvi dal primo negoziante e prenderne
una copia.
Buona partita!
