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Recensione di Final Fantasy IV

Cecil è un cavaliere nero dal passato dimenticato, allevato ed educato all’arte della spada nel regno di Baron assieme al suo amico fraterno Kain e alla sua donna Rosa. La sua fedeltà al regno inizierà a vacillare quando assieme a Kain si renderà involontariamente complice di una strage nel Villaggio della Nebbia orchestrata proprio dal suo sovrano. Deciso a scovare la verità dietro agli ultimi massacri commessi dal suo re, e deciso a ritrovare l’amico Kain scomparso dopo la strage, Cecil inizierà una grande avventura che lo porterà ad affrontare (assieme a Rosa e ad altri amici reclutati nel viaggio) il regno che ha sempre servito, il misterioso Golbez che sembra avere strani legami con lui e sembra mirare a creare un ponte tra la terra e la Luna, e addirittura Kain che sembra aver subito un lavaggio di cervello. Durante il suo pellegrinaggio, Cecil esplorerà misteriosi luoghi del suo pianeta, si ravvederà del suo passato divenendo un cavaliere sacro, e scoprirà che la verità dietro tutti questi fatti misteriosi ha a che fare con un mostruoso nemico residente sulla Luna…

Basterebbe solo il Prologue theme suonato all’inizio ufficiale dell’avventura per far guadagnare a Final Fantasy IV lo status d’immortalità. Rilasciato quasi due anni dopo il terzo capitolo, Final Fantasy IV (ribattezzato Final Fantasy II nel suolo americano perchè i precedenti non erano usciti: in Europa non fu distribuito) si può a tutt’oggi considerare per gli occidentali il primo FF in assoluto degno di questo nome. Semplice la ragione: per la prima volta (sempre riferito ad americani ed europei, che non hanno potuto godersi Final Fantasy III) la storia copre un ruolo predominante nel gioco, tanto da trovare nella caratterizzazione ricercata dei personaggi e antagonisti il suo punto di forza. Dimentichiamoci quindi i protagonisti anonimi di FFI e III: questa volta tutti gli eroi del gioco hanno una loro storia, una personalità ben definita ed uno spazio di elevato spessore ed importanza negli avvenimenti imprevedibili dell’elegante storyline messa in piedi dai geniacci della Squaresoft. Proprio i protagonisti faranno scuola: pur non godendo della caratterizzazione totale di quelli che li succederanno, le loro personalità verranno comunque riciclate negli altri episodi: c’è Cecil, protagonista buono che durante le sue avventure maturerà e capirà d’aver combattuto per le persone sbagliate e cercherà di riparare ai suoi errori (una figura che ritroveremo, tanto per dirne una, in Cloud Strife in FFVII); c’è Kain, il suo amico fraterno, sempre silenzioso e misterioso ma fortissimo (Vincent Valentine anyone?), Rosa (la base di tutte le ragazze fidanzate dei protagonisti), e stesso discorso per quasi tutti gli altri protagonisti. C’è anche il conflitto fraterno tra due amici (Cecil e Kain) e tra fratelli (Cecil e Golbez), formula di indubbia epicità che ritroveremo anche questa negli episodi successivi. Sotto aspetti squisitamente stilistici, Final Fantasy IV fa decisamente scuola: sotto altri aspetti delude. Incomprensibile a questo proposito risulta l’inibizione di un sistema di crescita ed evoluzione dei personaggi degno di questo nome (il precedente job system), relegato qui ad una banale crescita attraverso il level up, che sblocca nuove abilità speciali o magie dei personaggi. Proprio questa deludente formula dà origine al vero e proprio difetto del gioco: l’esasperazione degli scontri casuali, qui presenti in dosi fin troppe massicce. Ma d’altronde se solo in questo modo si può far salire di livello un personaggio… rimane da se il fatto che passare ore a levellare solamente perchè è l’unico modo per raggiungere il livello di preparazione per combattere un boss è una delle cose più frustranti che si possano immaginare: quando vi ritroverete a questo punto (e vi ci ritroverete eccome) capirete come basti solo questa formula per fare abbassare quasi di un punto il fattore giocabilità del titolo. Se poi contiamo che il gioco è dotato di una difficoltà decisamente elevata capirete come la frustrazione ad un certo punto inizierà a farsi sentire in modo preponderante. Altro difetto non da poco è l’estrema linearità del gioco: il gioco va vissuto principalmente per la storia, che non concede troppe divagazioni al di fuori del suo ambito. Le side quest sono piuttosto ridotte, e sopratutto, cosa ben più grave, non c’è proprio modo di combattere il boss finale con un party a piacere. Avete capito bene: seguendo l’andamento del gioco, per coerenza avrete un gruppo finale prefissato fin dall’inizio, quindi evitate fin dall’inizio di stare troppo tempo ad allenare personaggi visto che non saprete se li utilizzerete fino alla fine del gioco (non posso purtroppo rendermi complice di alcuni spoiler spaventosi). Eppure… Eppure questi difetti macroscopici non riescono ad intaccare più di tanto il giudizio definitivo su FFIV. La sconvolgente bellezza della storia e dei suoi sviluppi è talmente elevata da far passare decisamente in secondo piano l’elevato tasso di scontri casuali e l’estrema linearità (e brevità: si viaggia sulle 40 ore) del gioco. La colonna sonora di Nobuo Uematsu è nuovamente un capolavoro ed i numerosi fantastici brani torneranno a reclamare moralmente l’acquisto dell’OST originale. La “sindrome da esploratore” (che si traduce nel cercare ad ogni costo nuove locations nella world map) verrà ampiamente ripagata, essendoci ben 3 world map da esplorare ed un numero quasi infinito di città e castelli da visitare. Oltre a questo, Final Fantasy IV è il primo FF in assoluto a fare uso dell’active time battle nei combattimenti, che li rende finalmente dinamici: invece che andare per turni dove chi ha il più alto livello di velocità (o stamina) attacca per primo, adesso c’è una vera e propria barretta che quando si riempe permette di decidere che azione compiere. Una novità sicuramente gradita che diventerà un marchio indelebile della saga. Graficamente il gioco non merita troppe lodi, sfruttando al minimo le potenzialità del Super nintendo (per rendersi conto di quel che può fare la macchina, vedere Final Fantasy VI, Chrono Trigger, Seiken Densetsu 3 o Terranigma): rimane da se che è sicuramente funzionale e in ogni caso piacevole da vedere, e sebbene si potesse fare di meglio merita in ogni caso la sufficienza. Utilizzato al minimo il leggendario mode 7 (modalità di rotazione di sfondi che permetteva di creare illusioni tridimensionali), principalmente per le scene di volo sulla world map e per dare miglior effetto visivo ad alcuni incantesimi. Character design ad opera del solito grandioso Yoshitaka Amano. Rapido excursus su aspetti curiosi del gioco: in Giappone uscì in due versioni, quella originale e l’Easytype. Quest’ultima, che era in pratica lo stesso gioco rivolto però ai principianti (“rovinato” o “migliorato” da un consistente lavoro di abbassamento globale di difficoltà), fu quello che venne ufficialmente distribuito in America (e come già scritto in apertura, ribattezzato semplicemente “Final Fantasy II”). Oltre a beccarsi la versione sfigata del gioco, gli yankee dovettero sorbirsi pure un adattamento edulcorato che oltre a stravolgere alcuni dialoghi eliminava qualsiasi riferimento alla religione e alla morte (e di scene drammatiche e morti il gioco ne è infarcito). A fare giustizia ci penserà la versione per PSone, distribuita sia in America che in Europa sia nel pacchetto “Final Fantasy Anthology” (che in Europa conterrà FFIV e V, mentre negli States avrà FFIV, V e VI) che in quello “Final Fantasy Chronicles” (FFIV + Chrono Trigger). Ovviamente, questa nuova release non si rifarà all’Easytpe. Oltre a filmati d’apertura creati per l’occasione (di qualità mediocre, bisogna dirlo), questo nuovo FFIV avrà anche alcune migliorie, come la possibilità di correre (nelle città e nei dungeon) e di poter salvare in qualsiasi momento sulla world map su un file “memo”. Inoltre viene finalmente rimossa la traduzione acqua e sapone dell’originario porting Super nintendo. Final Fantasy IV verrà distribuito anche su Wonderswan con alcune migliorie grafiche, e in tempi più recenti sul Gameboy Advance dove troverà forse la forma migliore, beccandosi molte migliorie grafiche e sonore, alcuni dungeon e armi inedite e sopratutto una nuovissima traduzione e nuovi dialoghi creati per l’occasione. E’ questa probabilmente la nuova versione che deve interessarvi. Resta che se volete godervi al massimo Final Fantasy IV NON rivolgetevi all’originale versione uscita per Super nintendo nota come “Final Fantasy II”. Per una versione decente come minimo rivolgetevi a una qualsiasi delle release successive.


TRAMA: 8,5

Più o meno sui binari di Final Fantasy III, ma superiore. Personaggi meglio caratterizzati che faranno scuola.

GAMEPLAY: 8,5
Più lineare di Final Fantasy III e con un’evoluzione dei personaggi sacrificata. Rimane in ogni caso estremamente giocabile.

LONGEVITA’: 8,5
Un Final Fantasy un pò più corto del solito, ma che gioco!

GRAFICA: 7
Il primo rpg per Super nintendo non riesce a sfruttare le enormi potenzialità della macchina.

MUSICHE: 9
Un’altra notevole prova per Nobuo Uematsu.

VOTO COMPLESSIVO: 9

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