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Recensione di Icewind Dale 2

C’ era una tempo in cui i Computer ancora non rivestivano il ruolo che hanno ora nella nostra vita.
A quell’ epoca, i giovani passavano le loro giornate a salvare donzelle, cercare tesori ed esplorare sotterranei . Questi eroici giovini non erano i Cavalieri della Tavola Rotonda, bensì dei semplici giocatori di quello che potrebbe definirsi un lontano (più nella forma che nel tempo, n.d.T.) antenato della nostra amatissima saga: Dungeons & Dragons. Infatti, con un piccolo sforzo di fantasia, con l’ aiuto di tabelle, dadi e polverosi volumi di regole, un piccolo gruppo di ragazzi poteva affrontare draghi sputafuoco ed eserciti di orchetti nel proprio salotto di casa, senza alcun rischio per la tappezzeria. Ormai, nei videogiochi di ruolo di oggi, il processo di creazione dei personaggi è ridotto all’ osso (spesso basta semplicemente inserire il nome del protagonista principale per potersi tuffare nell’ avventura) e non serve essere in grado di leggere (o meglio, decifrare) complesse tabelle e statistiche per godersi a pieno il gioco. Questo ha sicuramente permesso di aprire ad una più vasta fetta di utenza un genere di sua natura complesso come i GDR, ma ha finito per scontentare la rimanente fetta, composta dagli appassionati giocatori di giochi di ruolo cartacei tradizionali.
Esiste però una casa di sviluppo, tale Black Isle, che da anni ormai produce giochi di ruolo per PC basati proprio sulle regole del celebre D&D.;
Questi giochi si basano tutti sullo stesso motore di gioco, l’ Infinity Engine, incaricato di gestire tanto la grafica quanto le complesse regole del gioco. E, bisogna dirlo, lo fà perfettamente.

Icewind Dale 2 è il primo della serie (che comprende, oltre al primo Icewind Dale, anche Planescape Torment e i due Baldur’s Gate) a basarsi sulla terza edizione delle regole di D&D.; Non ho intenzione di dilungarmi sulle novità di questa nuova edizione, che sarebbero probabilmente anche incomprensibili ai più e finirebbero per annoiare alla lunga, le uniche degne di nota in questa sede sono il nuovo sistema di crescità dei personaggi multiclasse, che permette di scegliere ad ogni aumento di livello in quale classe avanzare, e la scomparsa del THAC0, oltre all’ aggiunta di una valanga di nuovi incantesimi ed oggetti.
Come in tutti i giochi di questo tipo, la prima cosa da fare è creare i propri personaggi. Eh sì, non ho sbagliato a scrivere! Stavolta infatti non creeremo solo il nostro personaggio principale, ma delineeremo statistiche e fattezze di tutti e sei i componenti del party. Potremo decidere la razza (umano, elfo, gnomo …) e la classe (guerriero, paladino, ranger, ladro…), decidere le caratteristiche primarie (tra cui ad esempio la forza o la destrezza) e le specializzazione ed abilità peculari dei nostri PG, processo che impiegherà probabilmente un bel po’ di tempo. Per chi non sà quali siano le scelte migliori per comporre un party equilibrato, o per chi è impaziente di cominciare a giocare, il gioco permette di caricare dei set già pronti di protagonisti.
Appena inizieremo la partita, ci verrà spiegata in breve la tragica situazione in cui si trovano gli abitanti della Valle del Vento Gelido, o Icewind Dale che dir si voglia: le dieci città della valle sono minacciate dalle tribù dei Goblin insediatesi a nord. La piccola cittadina di Targos assolda mercenari disposti a schierarsi dalla loro parte per fermare questa invasione dietro la quale, capiremo sin dalle prime ore, si nasconde una malvagia entità intenzionata a prendere il controllo delle dieci città.
Inizierà così il nostro peregrinare per meravigliosi paesaggi innevati e dungeon tenebrosi, pieni zeppi non solo di mostri malvagi, ma anche di amici pronti a darci una mano o ad ingaggiarci in missioni secondarie, indispensabili per ottenete più esperienza e diventare così sempre più potenti, subdole trappole pronte a scattare quando meno ce l’ aspettiamo, tesori ed artefatti magici, demoni ingannatori e chi più ne ha più ne metta.

Nonostante la trama avvincente, che si snoda in ben sei “capitoli” e la incredibile mole di dialoghi, il gioco resta orientato in particolare verso i combattimenti; proprio in fase di combattimento si possono notare i miglioramenti, davvero notevoli, apportati dagli sviluppatori all’ intelligenza artificiale dei nemici e dei nostri compagni. Il sistema che gestisce gli scontri è in pratica una sorta di via di mezzo tra un sistema in tempo reale (come quello di Age of Empires, per capirci) ed uno a round: è infatti possibile mettere in ogni momento il gioco in pausa per riflettere ed assegnare con più calma i compiti ai personaggi. Per gestire meglio la battaglia sarà poi possibile scgeliere tra più formazioni, che permetteranno a seconda del caso di assumere un atteggiamento più difensivo o di formare un cerchio difensivo attorno ad un personaggio ferito o più debole, come ad esempio un chierico. Sono presenti più livelli di difficoltà, anche se solo il livello più complesso permette di raggiungere il massimo dell’ esperienza (trentesimo livello) e di ottenere alcuni oggetti speciali. Purtroppo non tutti i difetti riscontrati nel primo episodio sono stati risolti: i personaggi ad esempio hanno dei bordi leggermente cubettosi, che tendono ad accentuarsi sugli sfondi più chiari; e’ ovvio che se questo problema si poteva facilmente ignorare nei bui sotterranei di Baldur’s Gate, tende ad intaccare non poco la presentazione grafica, comunque in definitiva buona, di questo gioco ambiantato in gran parte sulla neve. Inoltre, sempre che di difetto si possa parlare, il sistema di combattimento, pur integrando perfettamente tutte le regole della versione da tavolo del gioco, risulta un pò ostico per i novizi; all’ inizio potrebbe infatti risultare difficile capire in fretta quale sia l’ incantesimo o l’ arma più adatta ad una determinata situazione, ma questo è un problema a cui un’ attento uso della funzione di pausa, insieme ovviamente all’ esperienza, può sopperire facilmente.

Icewind Dale II è in definitiva sicuramente un titolo interessante, purtroppo forse non intutivo come i suoi “colleghi” per console; in ogni caso, nessun appassionato di Dungeons & Dragons o di giochi di ruolo per PC se lo dovrebbe far scappare.

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